Un palestinese davanti la sua casa a Beit Hanina distrutta dall’esercito israeliano perché ritenuta illegale. (Abbas Momani, Afp)
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Dicono che le foto servono a fissare i bei momenti andati. Io, in realtà, ho spesso pensato fossero un’ingannevole strumento di tortura che ti mette davanti alla realtà delle cose che hai perso e che non torneranno, e il guardarle alle volte finisce per diventare una fin troppo facile azione da sadomasochisti. Certo, uno può sempre non guardarle, ma la natura umana raramente contempla questa opzione.







